Tutto quello che volete sapere e non avete mai chiesto

Il Monitor pc più adatto al proprio computer

Il Monitor pc più adatto al proprio computer

Quando si reputa giunta l’ora di dover cambiare il proprio monitor pc la scelta di quello nuovo non si dimostra mai troppo semplice e questo perché il continuo e costante progresso tecnologico permette di poter avere ogni mese se non ogni giorno, importanti novità sul fronte computer. Ecco perché prima di affrettare i tempi e acquistare un nuovo monitor pc forse bisognerebbe sapere due o tre piccole cose. A volte capita di dover cambiare il computer con cui si è lavorato durante gli ultimi anni per prenderne uno più efficiente e veloce: si sa che bisogna continuamente adeguarsi ai progressi del settore, però non è sempre possibile stare al passo coi tempi per questo si preferisce cambiare il proprio computer dopo 5-6 anni, il tempo di potersi adeguare a software sempre più nuovi e performanti e alle nuove prestazioni dei pc.

Naturalmente quando si era acquistato il pc si era preso insieme anche il monitor che per il pc vecchio andava benissimo ma non è detto che andrà bene per il pc nuovo che si appresta a comprare, e allora che fare se non scegliere anche un nuovo monitor pc? In genere, il monitor pc lo si acquista in base alle caratteristiche tecniche del computer scelto, ma a prescindere dall’uso del monitor, effettuare la scelta potrebbe rivelarsi più difficile di quanto si pensi. In molti, infatti, fanno l’errore di abbinare al pc dei monitor che presentano delle funzionalità eccezionali ma che alla fine non si usano, e magari tralasciano quelle caratteristiche che, invece, contano davvero nella scelta. Inoltre, proprio perché ogni giorno c’è una novità diversa nel settore, è decisamente meglio comprare un monitor pc di cui non pentirsi troppo presto: ecco perché è importante capire come scegliere un monitor pc.

Per scegliere il monitor per computer più corrispondete alle proprie esigenze, bisogna tenere in considerazione alcune fondamentali caratteristiche: ciò che incide maggiormente sulla spesa per il monitor è il tipo di tecnologia usata per il pannello, quindi bisogna prendere in considerazione la risoluzione del monitor stesso, la dimensione della diagonale, la luminosità, l’omogeneità della visualizzazione, lo spazio dei colori, il tipo di frequenza dell’aggiornamento, l’angolo di visione, il tempo di risposta, il tipo di finitura, che tipo e quanti ingressi sono presenti, quanto consuma, le dimensioni della struttura e della base del monitor pc nonché prestare attenzione al tipo e a quanto dura la garanzia.

Caratteristiche tecniche del monitor pc

Molte delle caratteristiche enumerate possono significare tutto per chi se ne intende, e niente per chi non sa da che parte iniziare. In pratica, quando si parla di risoluzione e di dimensione della diagonale si intende il modo in cui si vedrà l’immagine attraverso quel monitor, e quindi la nitidezza dell’immagine stessa, come si percepiscono i contorni, i colori, il tipo di luminosità dello schermo. Si tratta di caratteristiche tecniche importanti per chi vuole vedere film e dvd al computer anziché su un normale schermo tv. Ecco perché molti preferiscono optare per una risoluzione full hd e per un monitor pc dai 22 ai 27 pollici, che è adatto anche per i videogiochi oltre che per i film e ovviamente idoneo per lavorarci ogni giorno. Insomma, quante più informazioni si conoscono tanto più si sceglierà un monitor adatto alle proprie necessità.

Nativi digitali: sanno davvero usare internet?

Nativi digitali: sanno davvero usare internet?

Le nuove generazioni sono cresciute a pane e iPhone: a confronto con i quarantenni di oggi, per i quali il cellulare ha rappresentato la più grande invenzione al mondo e la Apple è la guru dei dispositivi mobile, i ragazzi di oggi, quelli dai 15 anni in su, hanno avuto la fortuna di crescere sapendo già cosa fosse internet, ma siamo sicuri che sappiano davvero come usare la rete?

Tra il dire e il fare: quanto sono digitali i ragazzi di oggi?

Se i 40enni di oggi giocavamo con le costruzioni Lego, i ragazzi che oggi hanno dai 15 ai 29 anni hanno subito messo mano ad iPad, iPhone e tablet di vario genere giocando con la App o il videogioco dei Lego più che con le costruzioni vere proprie. Queste nuove generazioni, in pratica, sono nate e cresciute a pane e iPhone e per loro maneggiare una App o avere tra le mani un tablet con cui prendere appunti a scuola è una cosa del tutto normale, eppure c’è da chiedersi quanto questi ‘nativi digitali’ sappiano usare realmente la rete. Li vediamo per strada già attaccati a un iPhone o uno smartphone di ultima generazione che smanettano a più non posso con le versioni aggiornate di applicazioni e videogiochi eppure non ci chiediamo quanto in realtà questi ragazzi sappiano usare il web e se lo sanno usare senza rischi e in modo corretto.

L’essere ‘nativi digitali’ infatti, non rende questi ragazzi per forza eruditi sui mille usi e le mille precauzioni da prendere quando si usa una rete wifi aperta e, a tal proposito, anche i numeri parlano chiaro: sembra che il 42% dei ragazzi tra i 15 e ii 29 anni non conosca i rischi delle reti wifi aperte e addirittura il 50% non controlla le autorizzazioni richieste quando si installa una App. Peggio ancora chi non usa password o blocchi per proteggere lo smartphone da sguardi indiscreti: nessuna precauzione quindi, sono abituati a prendere questi ragazzi.

Certificazione informatica utile anche per i ‘nativi digitali’

A informarci su questi dati un po’ preoccupanti è l’ECDL, proprio lo stesso ente che, tra l’altro, si occupa delle famose certificazioni per la patente europea del computer: in pratica, dalla ricerca e dalla raccolta dei dati dell’ente è stato appurato che la generazione compresa tra i 15 e i 30 anni sopravvaluta le proprie capacità e soprattutto le proprie conoscenza per quanto riguarda l’utilizzo corretto della rete internet. In pratica l’ECDL sta affermando che proprio coloro che dovrebbero di natura risultare i più ‘skillati’ e i più ‘navigati’ sulle norme base in fatto di sicurezza e gestione delle reti internet, in realtà ne sanno meno di chi all’anagrafe risulterebbe avere meno dimestichezza.

Anche nel momento in cui questa generazione dichiara di possedere tutte le conoscenze necessarie sull’utilizzo di internet in realtà, mente spudoratamente e ciò lo si è potuto verificare tramite test pratici in cui dell’84% del campione intervistato e che ha affermato di avere buone se non ottime conoscenze in materie, si è invece rivelato fortemente ignorante: il 49% infatti, ha ottenuto scarsi risultati. Ciò che più allarma è che sia proprio la fascia di età 15-29 a distinguersi per il maggiore divario tra pratica e teoria, ovvero che sanno come andrebbero usate le reti internet in sicurezza, ma non sanno come applicare questi buoni principi.

Internet e la sua Carta dei diritti: ecco cosa cambierà

Internet e la sua Carta dei diritti: ecco cosa cambierà

Per l’Italia lo scopo della mozione che sarà portata all’attenzione della Camera è quello di andare in vacanza con u problema in meno di cui preoccuparsi e soprattutto di presentarsi la prossimo appuntamento con l’Internet Governance Forum con un documento ufficialmente riconosciuto.

Carta dei diritti di internet: sarà la volta buona?

Lo scorso marzo si è assistito alla consultazione pubblica sulla Carta dei diritti di internet per la quale un ristrettissimo comitato della Commissione che ha eseguito una prima stesura della Carta, ne sta valutando e integrando le proposte e le diverse osservazioni avanzate durante le tante audizioni e anche tramite la piattaforma online. Si è arrivati alla decisione che la nuova versione della Carta in realtà sarà presentata come una mozione parlamentare allo scopo di arrivare prima dell’estate a una prima presentazione della Carta in Camera dei deputati. Magari proprio durante questa occasione si potrà già mettere ai voti la Carta prima che i parlamentari si diano completamente alle ferie estive.

La presentazione e il voto positivo della mozione consentirebbe di presentarsi al prossimo appuntamento dell’Internet Governance Forum che si terrà in Brasile con qualcosa di concreto in mano e soprattutto di ufficiale dato che fino al prossimo novembre si spera che la Carta dei diritti di internet possa essere passata al vaglio dall’assemblea parlamentare e essere messa ai voti, così da poterne uscire magari positivamente. In Parlamento la Carta ha destato molte osservazioni precise e i punti che hanno destato le perplessità e i dubbi maggiori sono stati quelli relativi al concetto di neutralità della rete, di anonimato online e del diritto all’oblio.

Confronto e raffronto sulla Carta

Per fortuna la Carte di per sé non ha destato opposizioni e nessun parlamentare ne ha messo in dubbio l’impianto complessivo, però le proposte per rendere più precise certe diciture e chiarire meglio qualche articolo ci sono state eccome, per cui di conseguenza a dover essere rivisti in qualche punto sono gli articoli 1,2, 3, 9 e 10. La Carta dei diritti di internet sta per essere presentata in Parlamento: la nuova stesura stata affidata a un comitato speciale che ha dovuto effettuare un lavoro molto importante nella redazione dei diversi articoli e il cui scopo non è ovviamente quello di ingabbiare internet o peggio ostacolare lo sviluppo di quelle imprese che propongono servizi di rete, ma piuttosto la Carta vuole fungere da vademecum ovvero vuole orientare e stabilire delle priorità necessarie in questo particolare settore.

In pratica, la Carta mira a essere una sorta di punto di riferimento che andrà a supportare i successivi provvedimenti legislativi che saranno presi sui temi del web, del digitale e di internet. Della Carta i nostri parlamentari ne hanno discusso anche con una commissione dell’Assemblea francese inoltre si sta programmando in occasione dell’evento brasiliano, un seminario con la World Wide Web Foundation: insomma, la buona volontà sembra esserci, bisogna solo sperare di portare a casa un buon risultato.